Denaro ed empowerment

June 15, 2024
Fonte: Private

Il rapporto tra donne e denaro è ancora culturalmente problematico: parlarne è considerato volgare e poco educato. Un tabù che l’economista Azzurra Rinaldi, direttrice della School of Gender Economics alla Sapienza affronta nel suo libro “Le signore non parlano di soldi” (Fabbri editori). “Va promossa tra le nuove generazioni una narrazione in cui si spiega alle ragazze che le competenze finanziarie sono alla base del processo di empowerment” – sostiene l’economista – e che sono fondamentali per compiere scelte più autonome e informate soprattutto alla luce di una serie di sfide.

La cultura

Il divario nell’educazione finanziaria fa parte di una questione culturale che riguarda i privilegi accordati a uomini e donne nella società. Le donne non potevano aprire un conto corrente in Germania fino al 1958, in Francia fino al 1965 e in Spagna fino al 1975. E ancora oggi il 37% delle donne italiane non ha un conto corrente nominativo. Secondo l’Ocse, il 22% delle donne è in una condizione di dipendenza economica e i dati della ricerca condotta da Ipsos in collaborazione con UniCreditL’approccio degli italiani alla finanza: educazione e alfabetizzazione tra donne e uomini”, ci dicono che solo una donna su quattro sarebbe in grado di fare scelte finanziarie in autonomia, soprattutto tra le più giovani. Le donne poi guadagnano quasi il 13% in meno degli uomini, hanno pensioni inferiori ma soprattutto vivono più a lungo. Per via del divario retributivo e del cosiddetto longevity risk, le donne hanno l’80% di probabilità in più di andare in pensione in condizioni di povertà.