Introspettivi e brutali

February 15, 2024
Fonte: Private

Uno, nessuno e centomila: i ritratti di Nathaniel Mary Quinn, sono volti frammentati, fitti di richiami alla storia dell’arte, che l’artista realizza con una meticolosa attenzione ai particolari. Fino all’11 marzo 2024 il Museo del Novecento e il Museo Bardini a Firenze ospitano “Nathaniel Mary Quinn. Split Face”, la prima monografica dell’artista in Italia, curata da Sergio Risaliti e Stefania Rispoli. Una mostra importante che nasce come un dialogo tra diciassette opere dell’artista – tra cui cinque site-specific, commissionate appositamente per la mostra – e i maestri della ritrattistica del Rinascimento e del Novecento italiano, dando vita a un’affascinante rete di corrispondenze e assonanze.

Le origini

Nato a Chicago nel 1977, Nathaniel Mary Quinn è cresciuto in uno dei più grandi complessi di residenzialità popolare noto come Bronzeville, quasi interamente riservato alla comunità afroamericana. “Sono cresciuto vedendo sparatorie e omicidi. Tutti coloro che vivevano lì erano testimoni della povertà e della criminalità. Sapevi che in giovane età avresti potuto essere ucciso”, ha detto l’artista. Negli anni ha perfezionato uno stile pittorico unico nel suo genere che affonda le sue radici tanto nel passato, richiamando alla mente la scomposizione e il collage tipici delle avanguardie storiche, quanto nella cultura visiva contemporanea.