Educazione finanziaria e sistema universitario italiano: una prospettiva strategica

Alessia Zorloni, Giulia Brambilla
Il Risparmio, Anno LXXIII, n. 3 luglio – settembre, Acri, 2025

In un contesto economico e finanziario sempre più complesso e in continua evoluzione, l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro richiede competenze che vanno ben oltre la preparazione disciplinare. Le scelte economiche che accompagnano l’avvio dell’attività professionale— dalla gestione del reddito al rapporto con il debito, dalla previdenza alle decisioni di risparmio e investimento — hanno un impatto diretto e duraturo sul benessere individuale, sulla stabilità finanziaria e, più in generale, sulla qualità della vita. In Italia, tuttavia, l’educazione finanziaria rimane largamente assente dai percorsi universitari e l’ingresso nel mercato del lavoro, spesso caratterizzato da contratti atipici, redditi discontinui e carriere non lineari, rende questa lacuna ancora più critica.

La finanza personale non dovrebbe essere considerata una competenza specialistica, riservata a chi studia economia o finanza, ma una competenza trasversale, necessaria a tutti i laureati, indipendentemente dal percorso di studi. Integrare un corso obbligatorio di finanza personale nei curricula universitari significherebbe riconoscere che la preparazione al lavoro non riguarda solo le competenze tecniche, ma anche la capacità di gestire le conseguenze economiche delle proprie scelte professionali. Alla luce delle evidenze internazionali che mostrano effetti positivi dell’educazione finanziaria sui comportamenti nel breve, medio e lungo periodo, la domanda rilevante per il contesto italiano è come strutturarla in modo efficace e accessibile attraverso un linguaggio coerente con i vari percorsi di studi (es. Lettere, Arti, Comunicazione, Giurisprudenza, Medicina) e i destini professionali attesi.

Questo articolo indaga il peso dell’educazione finanziaria avvalendosi dei risultati di ricerche condotte in ambito nazionale e internazionale e il ruolo delle Università nella formazione delle nuove generazioni.